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Poseidon - il sistema di sorveglianza sismica e vulcanica nella Sicilia orientale e di ricerca sui precursori dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche |
INDICE
Ecco
il "Poseidon"
di Enrico Giorgetti
Il
sistema Poseidon e il quadro amministrativo
di Roberta Serafini
Sigle utilizzate nel testo
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DPC
- Dipartimento Protezione civile; SNPC - Servizio nazionale della protezione civile; CNR - Consiglio nazionale ricerche; DSTN - Dipartimento servizi tecnici nazionali; GNV - Gruppo nazionale vulcanologia; ING - Istituto nazionale di geofisica; CGR - Comm. Grandi Rischi; GPS - Global position system; CUAD - Centro unificato di acquisizione e elaborazione dei dati; IIV - Istituto internazionale di vulcanologia; IGF - Istituto di geochimica dei fluidi; SSN - Servizio sismico nazionale Sistema Poseidon |
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Articoli
e notizie pubblicati su DPC informa sono liberamente riproducibili Per
la realizzazione si ringrazia il Prof. Letterio Villari, |
Il territorio della Sicilia comprende due vulcani (Etna e Stromboli) con elevatissima frequenza di eruzioni, un’area dove si sono recentemente manifestati fenomeni di potenziale riattivazione (Vulcano) ed altre aree potenzialmente pericolose come Lipari e Panarea (Isole Eolie), e Pantelleria (Canale di Sicilia). Zone sismicamente molto pericolose si trovano, oltre che nelle due principali aree vulcaniche attive (Etna e Isole Eolie), in Sicilia Orientale (zona dello Stretto di Messina; zona del Ragusano-Siracusano; catena costiera Nord-orientale) e, subordinatamente, in Sicilia Occidentale.
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Ecco
il Poseidon di Enrico Giorgetti |
O pessimum periclum,
quod opertum latet! |
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| Consigliere
tecnico del Sottosegretario. Coordinatore del Servizio "Rischio Sismico e Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile |
L'entrata in vigore della Legge 225 del 24.2.1992 ha infatti determinato una svolta significativa nell’impegno pubblico di protezione delle persone e dei beni dai rischi, coll’istituzione del SNPC, inteso come sede centrale d’impulso e coordinamento di azioni di previsione, prevenzione e soccorso legate alle varie ipotesi di rischio sul territorio nazionale.
L'esigenza di porre mano a tale svolta ha una storia lunga, che muove dal lontano 1976, allorquando una comunità di scienziati determinati nella volontà di rinnovamento s’organizzò in forme nuove nel Progetto finalizzato "Geodinamica" del CNR, intervenendo in prima persona nel processo normativo antisismico del paese e, nel contempo, impegnandosi nel terremoto dell'Irpinia del 1980. La comunità si è poi trasformata in Gruppi nazionali del CNR (GNDT "difesa dai terremoti", GNV "vulcanologia" e GNDCI "catastrofi idrogeologiche") e aprì un’intensa collaborazione col DPC fin dal suo nascere (1982).
Coll’aiuto determinante del DPC progrediva frattanto il rinforzo di alcune strutture nazionali scientifiche e tecniche, tra cui la Rete sismica centralizzata dell'Istituto nazionale di geofisica (ING), la sorveglianza sui vulcani attivi del GNV, nonché le banche dei dati territoriali del GNDT e dei Servizi tecnici nazionali.
Il
sistema Poseidon
A seguito del terremoto distruttivo nella Sicilia orientale del 13
dicembre 1990, detto "di S. Lucia", venne affidata (d.l. 3.5.91, n.
142, convertito dalla L. 3.7.91, n. 195) al Ministro per il coordinamento della
protezione civile la realizzazione di un "sistema di sorveglianza
sismica esteso alla Sicilia orientale, nonché d’un sistema di ricerca sui
precursori dei terremoti e delle eruzioni e di sorveglianza dei vulcani attivi
della Sicilia", denominato "Progetto Poseidon".
Con un finanziamento di 20 miliardi di lire ne era affidata la realizzazione al
DPC, con la collaborazione dell'ING e del GNV. I ricercatori italiani vedevano
così soddisfatto almeno uno dei tanti programmi da essi approntati da oltre un
decennio per sostenere l’azione del DPC, impegnato, con lentezza, a perseguire
la linea previsione degli eventi - prevenzione dei danni attesi e
una sempre più attenta pianificazione delle emergenze.
La realizzazione del Poseidon, strumento di tecnologia avanzata a vantaggio del SNPC e diretto dalle più alte istituzioni tecnico-scientifiche del paese, è avvenuta sulla base d’un progetto preliminare, un progetto esecutivo e un progetto realizzativo curati da ING e GNV e approvati nelle sedi superiori (CNR e CGR). L’esecuzione s’è svolta sotto la direzione dei lavori dell'ING e l'alta vigilanza del DPC ed è stata seguita da un Comitato tecnico-amministrativo. Il collaudo del sistema è terminato il 18.2.1995.
La legge istitutiva che, ignorando il DPC, assegnava la sua gestione ai Servizi tecnici nazionali, d'intesa con la Regione Siciliana, è stata superata dal d.l. 29.12.1995 n. 560, convertito, con modificazioni, dalla L. 26.2.96 n. 74, che ha accomunato nella gestione il DPC e ha previsto di avvalersi dell'ING e del GNV.
Principali obiettiviVULCANISMO - In Sicilia si trovano due vulcani (Etna e Stromboli) con alta-altissima frequenza di eruzioni; un'area di potenziale riattivazione (Vulcano); altre aree potenzialmente pericolose (Lipari e Panarea nelle Eolie e Pantelleria nel Canale di Sicilia). Si tratta di condizioni tutt’affatto particolari che richiedono una vigorosa attività di studio continua nel tempo.
SISMICITA' - Sismicamente molto pericolose in Sicilia sono le due principali aree vulcaniche attive (Etna e Isole Eolie); la zona dello Stretto di Messina; la zona Ragusano-Siracusana; la catene costiere nord-orientale e settentrionale; la Sicilia occidentale (valle del Belice). Le varie situazioni richiedono continui e avanzati studi di pericolosità.
SORVEGLIANZA E PREVISIONE - PREVENZIONE
Sorveglianza sismica - Indirizzata a conseguire una più approfondita conoscenza delle sorgenti sismiche come ubicazione e tempi e modalità di rilascio dell’energia. Sono così previsti: a) studi approfonditi di sismicità storica e attuale; b) attività di monitoraggio, mediante reti permanenti di sensori e periodiche campagne di misura, finalizzate a evidenziare gli elementi che possono intervenire nella modificazione dello stato tensionale della crosta; c) modelli numerici adatti a rappresentare lo stato tensio-deformativo della crosta e a illustrarne la possibile evoluzione.
Sorveglianza vulcanica - Nelle aree di vulcanismo attivo della Sicilia sono previsti: a) studi approfonditi del vulcanismo storico e dei meccanismi eruttivi; b) monitoraggio strumentale, mediante reti permanenti di sensori e periodiche campagne di misura, atte a evidenziare gli elementi in grado d’intervenire nella modificazione dello stato tensionale degli edifici vulcanici; c) modelli numerici interpretativi dei processi di penetrazione, risalita ed eruzione dei magmi e il loro aggiornamento.
Al fine di aiutare al meglio la protezione civile nei compiti di rendere rapidi ed efficaci gli interventi di soccorso, ottimizzare le azioni, valutare il pericolo residuo, agire ordinatamente per la ripresa delle condizioni normali di vita e in generale mitigare le conseguenze dell'evento atteso, il Poseidon prevede qualificate collaborazioni di ricerca fondamentale a sostegno del suo funzionamento. Una particolare cura sarà quindi messa nella sorveglianza dei fenomeni geologici di alta pericolosità, in studi evoluti sui precursori sismici e vulcanici e nella crescita di conoscenze sul territorio, anche ai sensi della legge 18 maggio 1989, n.183 sulla difesa del suolo.
Gli studi previsti per migliorare la conoscenza dei "precursori" sono di straordinario interesse scientifico, oltreché uno stretto impegno civico. Pur ricordando che nell’argomento occorre chiarezza (1. - i vulcani ben sorvegliati offrono la possibilità di prevedere l'insorgere dell'attività eruttiva con anticipo sufficiente per i piani di protezione civile; 2. - la previsione dei terremoti si trova in una fase di ricerca e sperimentazione ancora lontana da un possibile impiego), lo schema scientifico predisposto fornisce nell'immediato conoscenze approfondite sulle zone sismogenetiche e sulla loro pericolosità e costituisce la premessa per prospettive future di previsioni attendibili.
Le apparecchiature del Poseidon
Reti strumentali del Poseidon
Le installazioni realizzate nelle province di Ragusa, Siracusa, Catania e
Messina hanno tenuto conto delle caratteristiche dei siti, delle tipologie delle
installazioni, della loro distribuzione geografica, delle particolarità
tecniche e funzionali del sistema per precisi fini di protezione civile. Esse
comprendono reti permanenti di stazioni sismiche a breve periodo e "larga
banda"; di stazioni accelerometriche; di stazioni clinometriche
(rilevamento delle variazioni della verticale apparente); da reti geodetiche
(monitoraggio delle deformazioni crostali mediante tecniche di posizionamento
satellitare, altimetria e distanziometria di alta precisione); da reti di
stazioni geochimiche (chimismo dei gas nel suolo, delle acque nei pozzi e delle
acque emergenti). Di seguito si elencano installazioni e acquisizioni.
Sorveglianza sismica
Area Siracusano-Ragusana - In totale, 11 stazioni sismiche, 4
stazioni clinometriche, 6 stazioni geochimiche, 48 capisaldi per misure
geodetiche d'alta precisione.
Area Messinese
- 8 stazioni sismiche, 5 stazioni
accelerometriche, 13 capisaldi per misure geodetiche di alta precisione.
Sorveglianza sismica e vulcanica
Area Etnea - 48 stazioni sismiche, 12 stazioni clinometriche, 8 basi estensimetriche a tubo telescopico, 10 stazioni geochimiche.
Strumentazione per
misure discrete
2 ricevitori satellitari GPS, 2 geodimetri IR, 2 teodoliti informatici, 2
livelli d'alta precisione, 1 microgravimetro portatile, 10 accelerografi
triassiali.
Riserva strategica
Costituita da 10 stazioni sismiche, 6 stazioni clinometriche (bore-hole
biassiale - sensibilità 1 mrad).
Tutte le reti permanenti di monitoraggio sono collegate da ponti-radio e linee telefoniche dedicate a un Centro Unificato di Acquisizione ed elaborazione Dati (CUAD) a Catania, specializzato per elaborazioni on-line e off-line avanzate e per la creazione d'una banca dati collegabile verso l'esterno.
La Tab.1 elenca oltre 200 installazioni in grado di coprire un’area di circa 10.000 Km2, estesa su quattro province e centinaia di comuni.
| Tipo d'installazione |
Area etnea |
Area SR-RG |
Area ME |
Rete mobile e riserva strategica |
Totali |
| Staz. sismiche corto periodo |
N° 48 |
N° 9 |
N° 8 |
N° 10 |
N° 75 |
| Staz. sism. larga banda |
= |
2 |
1 |
= |
3 |
| Staz. accelerometriche |
= |
= |
5 |
10 |
15 |
| Staz. geochimiche |
10 |
6 |
= |
= |
16 |
| Staz. clinometriche |
12 |
4 |
= |
6 |
22 |
| Staz. estensimetriche |
8 |
= |
= |
= |
8 |
| Capisaldi geodetici |
= |
48 |
13 |
= |
61 |
| Geodimetri I.R. |
= |
= |
= |
2 |
2 |
| Teodoliti informatici |
= |
= |
= |
2 |
2 |
| Livelli alta precisione |
= |
= |
= |
2 |
2 |
| Ricevitori satellitari GPS |
= |
= |
= |
2 |
2 |
| Microgravimetro portatile |
= |
= |
= |
1 |
1 |
| Ponti - radio |
4 |
2 |
3 |
= |
9 |
|
TOTALE |
82 |
71 |
30 |
35 |
218 |
Tabella 1
Il Poseidon dispone anche di alcune sedi periferiche.
Le centrali operative del
Poseidon
La loro scelta è stata
dettata da criteri sia scientifici che operativo-logistici.
Centro Unificato Acquisizione ed elaborazione Dati (CUAD) di Catania - Il CUAD si trova alla periferia occidentale di Catania, in locali del Comune ed è già nelle condizioni di svolgere la propria funzione, anche se necessita d'un sostanziale adeguamento di acquisizione, calcolo e banca di dati territoriali; così come adattamento e potenziamento in relazione all’integrazione entro il sistema Poseidon delle reti di altri Enti di ricerca. Le apparecchiature esistenti dovranno essere progressivamente sostituite in ragione della rapida obsolescenza cui le stesse sono sottoposte.
Sezione distaccata di Messina (Forte Gonzaga) - per la sorveglianza sismica nella Sicilia nord-orientale. Su iniziativa congiunta tra DPC, Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina e Intendenza di Finanza, è previsto che la Sezione venga ospitata nel cinquecentesco Forte Gonzaga, su un'altura alla periferia della città. Le apparecchiature sono state già acquisite, ma non ancora installate; se ne prevede la progressiva sostituzione. La funzione da svolgere è acquisizione / elaborazione di dati e ricerca. Nella sezione verranno svolte attività di formazione di quadri e d’informazione delle popolazioni.
Sezione distaccata di Nicolosi (Catania) - per la sorveglianza vulcanica. Essa sarà ospitata presso un edificio comunale, denominato "Centro Congressi", nel settore nord-occidentale dell’abitato. I locali necessitano di lavori di ristrutturazione per il loro adeguamento alla destinazione d’uso. Perché la sezione possa assolvere i compiti previsti sarà necessario procedere anche all'acquisizione di idonee attrezzature e strumentazioni. La funzione da svolgere è l’acquisizione/elaborazione di dati e la ricerca. Anche in questo centro sono previste attività di formazione e informazione.
Sezione distaccata di Priolo Gargallo (Siracusa) - per la sorveglianza sismica nella Sicilia sud-orientale. Essa sarà ospitata presso il "Ce.Ri.Ca. (Centro Ricerche sulla Conservazione Ambientale)", in prossimità di Priolo, in vani messi a disposizione dall’Area di Sviluppo Industriale (ASI) di Siracusa. La funzione da svolgere è l’acquisizione/elaborazione di dati e la ricerca. I locali necessitano di modesti interventi di ristrutturazione. La funzione da svolgere è l’acquisizione/elaborazione di dati e la ricerca. E’ previsto che anche in questa Sezione vengano svolte attività di formazione di quadri e d’informazione delle popolazioni.
Funzioni
tecnico-operative di protezione civile nel Poseidon
Il sistema comprende una fitta stesa di sensori sul territorio, banche di dati e
supporti di ricerca fondamentale. La funzione preminente è la qualificazione
ottimale delle azioni urgenti di protezione civile da intraprendersi nei momenti
critici, quando è importante più di ogni altra cosa salvaguardare vite umane e
beni. In particolare, il Poseidon, con le dovute procedure, fornirà alle
prefetture e a tutte le autorità competenti nel territorio tempi d'avviso,
preallarme e allarme quanto più precisi possibile. In tale quadro, le centrali
operative sono state scelte per "funzionalità", per esigenze di
manutenzione e, soprattutto, per creare strutture di sicuro riferimento sul
territorio, mirate alla gestione delle emergenze e alla formazione e
informazione sui rischi.
Il conseguimento di tali obiettivi avverrà, secondo procedure in tempo reale (on-line) e differite (off-line), attraverso processi - automatici e non - di analisi e valutazioni esperte fino alla comprensione del danno atteso.
GESTIONE IN LINEA
Acquisizione in continuo dei segnali sismici: lettura automatica delle fasi sismiche; ubicazione automatica dell’epicentro; determinazione automatica della magnitudo; determinazione automatica dei meccanismi di faglia e parametri della sorgente; allertamento tempestivo per terremoti superiori a una certa intensità, con stima preventiva dei possibili risentimenti.
Acquisizione a interrogazione dei dati geochimici e di deformazione del suolo: gestione del protocollo d’interrogazione; attivazione dell’acquisizione; ingegnerizzazione delle misure.
Attività scientifiche collegate: aggiornamento dei cataloghi sismici e vulcanici; revisione delle caratteristiche sismogenetiche.
GESTIONE FUORI-LINEA
Sistema di processamento: trasporto in banca-dati delle registrazioni del Poseidon; elaborazioni successive alla fase automatica, con grafici, tabulati, ecc.; elaborazioni cartografiche in tempi quasi-reali dei dati territoriali utili ai fini della gestione delle emergenze.
Sorveglianza e previsione/prevenzione delle emergenze: fase elaborativa delicata e complessa, che richiede interpretazioni scientifiche in loco dei dati e l'immediata eventuale interazione con la CGR, il DPC, il DSTN e la Regione Siciliana, per l'adozione istantanea di decisioni operative (pre-allerta, allerta, intervento, ecc.).
OUTPUT DEL SISTEMA
Le finalità strategiche e urgenti di protezione civile richiedono un cospicuo impiego di attività di ricerca mirata nell’ambito del Poseidon.
E’ previsto di pervenire in brevissimo tempo all’allestimento di concreti scenari di pericolosità, fondati su dati di eventi sismici e vulcanici in atto, dati storici di letteratura, valutazioni di pericolosità su modelli. I dati di pericolosità combinati con i dati geofisici e territoriali delle banche (precursori di eruzioni recenti, riferimenti di sismicità storica, censimenti ISTAT, stime speditive di vulnerabilità sismica, ubicazione e consistenza delle risorse disponibili e delle forze di soccorso) portano a scenari di diffusione del danno. Sovrapponendo questi a valutazioni di vulnerabilità effettiva presenti nelle banche, si potranno ottenere in tempo quasi-reale scenari di rischio. Si tratta di strumenti d’immediato uso per la pubblica utilità e di base per qualsiasi programma d’intervento di prevenzione.
Esistono metodi correnti per aggiornare in tempo reale gli scenari di pericolosità e danno atteso.
Integrazioni del "Poseidon"
L'obiettivo fondamentale è l'integrazione nel sistema Poseidon di tutte le reti di monitoraggio esistenti nelle aree a rischio della Sicilia orientale, con lo scopo di:
convogliare e integrare tutti i dati in rilevamento all'interno di un unico processo elaborativo e interpetativo delle fenomenologie in atto, al fine di ottimizzare la capacità di diagnosi;
razionalizzare il sistema, basandolo su un unico centro di raccolta e trattamento dei dati, operativo 24 ore su 24;
ricercare economie circa l'uso delle risorse finanziarie e del personale.
Dato che il Poseidon attuale, finanziato senza la copertura dell'intero fabbisogno, non è in grado di inquadrare completamente la complessa geodinamica dell'Etna e dei vulcani delle isole Eolie e del Canale di Sicilia, dove non possiede una propria strumentazione, ci si è subito preoccupati di programmare, sulla base delle finanze assentite dalla L.433/91 per la ricostruzione e la rinascita delle zone colpite dal terremoto del dicembre 1990, l'integrazione nel Poseidon di reti e apparecchiature esistenti di altri enti scientifici, quali il GNV (IIV di Catania e IGF di Palermo), nonché, per il segmento della rete sismica nazionale, l'ING. Nell’ottimizzazione delle risorse disponibili in fatto di beni, strutture e competenze, la Regione ha messo a disposizione del DPC la somma di lire 9.270 milioni, da impiegare per l'ampliamento e l'integrazione del Poseidon, sulla base di una previsione attentamente studiata dal GNV. Questo, nell'interesse proprio e del SNPC a un sistema più avanzato e meglio rispondente alla richiesta di protezione civile. La spesa comprende il potenziamento e l’ottimizzazione delle reti di sensori, delle trasmissioni e del sistema d'elaborazione dei dati, nonché la sistemazione delle sezioni distaccate e varie acquisizioni come scorte tecnologiche e automezzi normali e speciali.
Schema generale del
potenziamento
L'integrazione prevede la
confluenza delle reti strumentali del CNR e dell’ING nel sistema integrato del
Poseidon. Confluiranno anche le strutture periferiche del GNV-CNR,
denominate "Centro Operativo di Vulcano" e
"Centro Operativo di Stromboli", nonché
quelle dell’IIV-CNR denominante "Osservatorio Vulcanologico di
Pizzi Deneri (Etna)" e "Osservatorio Geofisico
di Lipari", che costituirebbe un'altra sezione distaccata del Poseidon.
L'operazione descritta si svolgerà nel primo anno di gestione del Poseidon. Nel secondo anno si procederà alla realizzazione del potenziamento globale impiegando tutte le risorse messe a disposizione.
Il Sistema integrato
Struttura funzionale e operativa
La gestione del "Sistema Poseidon" che rappresenta una
mansione amministrativa atipica ("monitoraggio-sorveglianza", "studio
dei precursori"), per di più connotata da alte peculiarità e notevoli
difficoltà operative, è stata indirizzata sui nuovi canali procedurali entrati
di recente in vigore nel processo di riforma dello Stato e oggi rappresenta un
concorso tecnico-amministrativo moderno e snello, effettuato da un complesso
variegato di protagonisti: DSTN, DPC, Regione Siciliana, ING e GNV - CNR.
Il "Sistema Poseidon" è strutturato in cinque centrali: (1) Centro Unificato Acquisizione Dati (CUAD) di Catania; (2) Sezione distaccata di Nicolosi (CT); (3) Sezione distaccata di Priolo Gargallo (SR); (4) Sezione distaccata di Messina; (5) Sezione distaccata di Lipari (ME).
Esso mira a:
assicurare la piena efficienza e lo sviluppo dei sistemi di sorveglianza e ricerca che confluiscono nell’iniziativa;
assicurare l’analisi in tempo reale di tutti i dati di osservazione strumentale, per l'immediata individuazione degli eventi e delle zone a rischio;
intervenire con adeguati mezzi nelle zone colpite da eventi al fine di uno studio di dettaglio sulle caratteristiche e sull'evoluzione degli eventi stessi;
mantenere un collegamento diretto e continuo con gli organi di protezione civile, ai fini di tutte le opportune e tempestive comunicazioni;
assicurare, d’intesa con DSTN e DPC, la più ampia diffusione dell’informazione scientifica, favorendo l’accesso alla banca dati del sistema di tutti gli operatori qualificati, fatte salve le esigenze di segretezza.
Il concorso degli Enti di ricerca è regolato da apposite convenzioni triennali.
Lo schema organizzativo generale è illustrato nel diagramma di flusso rappresentato qui di seguito.
Gli organi di governo e
controllo
Il "Sistema Poseidon" è posto sotto attività di governo,
controllo e consulenza per la sua particolare complessità e funzione
strategica. A ciò sono preposti: a) il Comitato di Gestione; b) il Direttore;
c) il Consiglio Tecnico-Scientifico; d) la Giunta Esecutiva.
a) - Il Comitato
di gestione (CG) - Vi
partecipano tutte le amministrazioni chiamate alla gestione. E' presieduto dal
Capo del Dipartimento per i Servizi tecnici nazionali, o da un suo delegato, ed
è composto da due rappresentanti del Dipartimento per i Servizi Tecnici
Nazionali, due della Regione Siciliana e due del Dipartimento della protezione
civile. Alle riunioni del Comitato partecipa il Direttore del Poseidon,
senza diritto di voto. La segreteria è assicurata da un funzionario in servizio
presso la struttura di gestione del sistema. I componenti durano in carica tre
anni.
Il Comitato vigila sull’attività di gestione; approva i programmi di ricerca
e di sviluppo; approva le relazioni semestrali sul funzionamento del sistema e
sullo svolgimento dei programmi di ricerca presentate dal Direttore e le
trasmette alle Amministrazioni.
b) - Il Direttore
- Su proposta dalla Commissione
nazionale per la previsione e prevenzione dei grandi rischi, il DSTN, d’intesa
con il DPC e la Regione Siciliana, nomina il direttore responsabile
dell’attuazione dell’accordo di programma quadro triennale relativo al
completamento e alla gestione sperimentale del "Sistema Poseidon"
e alla integrazione di tutte le reti di monitoraggio presenti nell’area. Esso
viene scelto tra i professori universitari di prima fascia di geofisica o
vulcanologia o tra i direttori di ricerca degli enti pubblici nazionali di
ricerca, nello stesso ambito disciplinare. E' previsto che in caso di assenza o
impedimento del Direttore, subentri temporaneamente un sostituto. Il Direttore
rimane in carica per tre anni.
La nomina comporta l'istituzione del "funzionario delegato", ai sensi
dell'art. 8 del D.P.R. 20 aprile 1994, n. 367; le relative funzioni sono
regolate dalla legge 18 marzo 1989, n. 118. A tale scopo viene effettuata
apertura di credito presso i capitoli di bilancio del Dipartimento della
Protezione Civile, relativamente alle spese previste. Il funzionario delegato
presenta il rendiconto annuale alle amministrazioni. La verifica
amministrativo-contabile del rendiconto avviene tra le stesse amministrazioni,
attraverso apposita conferenza di servizi.
Il Direttore, acquisito il parere del Consiglio tecnico-scientifico, presenta
ogni anno al Comitato di gestione, con cadenze prefissate: (1) il progetto
esecutivo delle attività annuali relative al sistema, completo del preventivo
delle spese, entro il 30 marzo di ogni anno successivo al primo, una relazione
documentata circa l’attività svolta nell’anno precedente, recante
l’analitica rendicontazione dell’impiego dei fondi avuti a disposizione,
nonché (2) la relazione relativa al 1° semestre di attività.
Il Direttore ha la responsabilità del funzionamento del "Sistema
Poseidon" e ne risponde agli Enti gestori; ha la responsabilità dei
rapporti con gli organi nazionali e locali di protezione civile; nomina i
Coordinatori del CUAD e delle Sezioni Distaccate; attua iniziative in merito
all’organizzazione e al funzionamento del Poseidon, nonché per il
reclutamento e l’utilizzazione del personale e il conferimento di incarichi;
assume iniziative in ordine ai contratti di ricerca da concludere
nell’interesse del Poseidon ed agli accordi di collaborazione; cura
tutte le iniziative intese al potenziamento e allo sviluppo del Poseidon;
svolge tutte le attribuzioni demandategli nella qualità di funzionario delegato
per la gestione amministrativa e contabile del sistema.
c) - Consiglio Tecnico-Scientifico, cui è demandato il compito di promuovere e favorire il coordinamento delle attività di ricerca; indicare le scelte di natura tecnica e scientifica riguardanti il funzionamento complessivo del sistema e il suo sviluppo; valutare specifici programmi di ricerca da attivarsi, anche mediante la stipula di convenzioni, con soggetti esterni al sistema; esaminare i progetti esecutivi, le relazioni e quant’altro previsto per la conduzione tecnico-scientifica del sistema.
d) - Giunta Esecutiva, formata dai Coordinatori del CUAD e delle Sezioni distaccate. Essa svolge funzione consultiva per lo studio e la predisposizione degli atti previsti tra i compiti del direttore. Gli stessi Coordinatori coadiuvano il Direttore nella gestione operativa del CUAD e delle Sezioni Distaccate di competenza.
Il personale
Al personale occorrente si provvede mediante l'assegnazione temporanea di
personale proprio degli Enti che concorrono alla gestione o personale assunto a
contratto a tempo determinato. Potrà essere utilizzato personale messo a
disposizione da parte di altre Amministrazioni o Enti pubblici o privati.
Gestione e
finanze
La proprietà del sistema
Quanto realizzato dal "Progetto Poseidon" appartiene al
patrimonio del DPC. Appartengono al CNR - GNV di Roma; IIV di Catania; IGF di
Palermo e all’ING le reti e le apparecchiature descritte al cap.4.
Appartengono al DSTN le banche dei dati territoriali di supporto alle
valutazioni di protezione civile.
Lineamenti della
gestione e finalità
Assicurano la gestione del Poseidon il DPC, il DSTN-SSN e la Regione
Siciliana, avvalendosi dell'ING e del CNR-GNV e di altre collaborazioni
scientifiche. Il DSTN, il DPC e la Regione Siciliana possono effettuare
verifiche, constatazioni e accertamenti sul regolare svolgimento del programma e
formulare, anche tramite il rappresentante in Consiglio Scientifico, proposte
migliorative.
L’attività di gestione dovrà garantire tutte le funzioni riportate previste
per la Struttura funzionale e operativa.
Piano finanziario
La gestione comprende attività di primo impianto (1° anno), attività di
potenziamento (II° anno) e attività a regime. Il fabbisogno finanziario
complessivo per l’espletamento delle attività comporta, per il triennio, una
spesa di £. 27.270.000.000 così suddivisa per annualità:
I anno (esercizio finanziario 1999)
L. 3.290.000.000 per spese di avviamento del sistema da sostenere solo per il primo anno
L. 6.000.000.000 per spese fisse annuali di gestione (incluse quelle per il personale a contratto)
L. 9.290.000.000 TOTALEII anno (esercizio finanziario 2000)
L. 5.980.000.000 per spese di potenziamento del sistema da sostenere solo per il secondo anno
L. 6.000.000.000 per spese fisse annuali di gestione (incluse quelle per il personale a contratto)
L. 11.980.000.000 TOTALEIII anno (esercizio finanziario 2001)
L. 6.000.000.000 per spese fisse annuali di gestione (incluse quelle per il personale a contratto)
L. 6.000.000.000 TOTALE
Conclusioni
La realizzazione del Poseidon, affidata dalla legge allo Stato e alla
comunità scientifica, ha subito qualche ritardo, da non ascriversi a colpe
specifiche, ma dipendente principalmente da un'iniziale confusione di ruoli e
competenze in quella che sarebbe stata la gestione di un sistema molto complesso
e da mancanza di finanziamenti ad hoc.
Solo l’intervento "esperto" del Sottosegretario alla protezione civile dal 1995 in poi ha potuto rimuovere lo stallo che si era creato, ricorrendo: (1) alla formazione del testo del d.l. 560/1995, trasformato dalla L.74/1996, che ha stabilito la gestione sperimentale triennale del Sistema, disponendo il necessario finanziamento e definendo una volta per tutte il quadro dei protagonisti amministrativi; (2) alle iniziative verso la Regione Siciliana per la destinazione al DPC d’una somma sufficiente alla prima integrazione del Poseidon.
E’ ormai definito il tipo di struttura tecnico-scientifica di sorveglianza sismica e vulcanica e di studio dei precursori in Sicilia orientale, una delle zone più pericolose d’Italia. Essa è di vitale importanza per la Protezione civile, tenuta ad assicurare un’efficace gestione delle emergenze mediante la previsione degli eventi e del danno possibile e a indirizzare con sempre maggiore precisione programmi di prevenzione sismica e vulcanica sul territorio.
Ma è anche un momento di straordinaria importanza per l’ulteriore crescita della ricerca scientifica, con tutte le possibili cooperazioni, verso i bisogni urgenti della società, per il rafforzamento dei Servizi tecnici dello Stato, per un congiunto impegno economico e gestionale tra centro e regione, che dovrà rappresentare un "pezzo forte" della politica di prevenzione nella già avviata riforma generale dello Stato.
Il sistema Poseidon e il quadro amministrativo
di Roberta Serafini
Coordinatore dei Settori I e II della Segreteria Generale di
Coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile
Le attività connesse alla previsione ed
alla prevenzione dei rischi costituiscono l’aspetto più qualificante delle
diverse competenze demandate al Dipartimento della protezione civile nella
specifica materia e sottolineano l’attenzione dedicata dalla pubblica
amministrazione alle problematiche connesse alla conoscenza del territorio ed
alle misure di mitigazione dei rischi, da adottare per la tutela della
popolazione e dei beni insediati sulla porzione di territorio considerata.
Il rischio vulcanico in Italia è elevato, per la presenza di vulcani attivi
quali il Vesuvio, lo Stromboli e l’Etna.
La pericolosità di un vulcano deriva ovviamente dal suo potenziale distruttivo
ma può sensibilmente essere accresciuta a causa della esistenza nelle immediate
adiacenze di insediamenti umani.
Le misure di mitigazione del rischio vulcanico quindi non possono prescindere
dalla conoscenza del vulcano, dei suoi comportamenti e della realtà urbanistica
circostante, al fine di predisporre tutte le misure operative necessarie a
salvaguardare le vite umane e i beni.
Molto è stato già fatto per fronteggiare il rischio causato dal Vesuvio in
Campania. La sorveglianza del vulcano è costantemente assicurata
dall’Osservatorio Vesuviano ed è stato inoltre elaborato, in base ad uno
scenario che contempla la massima eruzione attesa, un piano di emergenza
relativo a tutta l’area, che attualmente è in corso di aggiornamento.
Anche in Sicilia sono presenti vulcani attivi che richiedono la costante
attenzione delle componenti del Servizio nazionale della protezione civile.
Fin dal 1991, è stata avvertita l’esigenza di disporre di idonee misure di prevenzione del rischio vulcanico in Sicilia che, unitamente al rischio sismico, costituisce la tipologia di rischio prevalente del territorio regionale. La legge 3 luglio 1991, n. 195 ha previsto la creazione di un sistema di sorveglianza sismica e vulcanica in Sicilia orientale, la cui realizzazione è stata affidata al Ministro per il coordinamento della protezione civile che vi ha provveduto, avvalendosi dell’Istituto nazionale di geofisica e del Gruppo nazionale per la vulcanologia del CNR.
Nasce così il sistema di sorveglianza
sismica e di ricerca sui precursori dei terremoti nella Sicilia orientale e di
sorveglianza vulcanica e di ricerca sui precursori delle eruzioni nei vulcani
attivi della Sicilia, denominato Poseidon. L’Istituto nazionale di geofisica
ha progettato e realizzato la strumentazione da installare nelle aree Etnea e
Siracusano Ragusana, che ha costituito il primo nucleo del sistema.
Successivamente, sono stati stanziati in favore della Regione siciliana
ulteriori fondi per il completamento del sistema.
Oltre alla realizzazione di una rete di monitoraggio ad hoc, il Poseidon prevede
l’utilizzazione delle reti di proprietà dell’Istituto nazionale di
geofisica e del Consiglio nazionale delle ricerche. Attraverso la complessa
opera di raccordo delle reti esistenti e l’installazione dei nuovi apparati,
si intende ottenere il monitoraggio sismico, geofisico e geodetico delle aree
sismiche della Sicilia orientale e dei vulcani attivi della Sicilia.
La gestione del complesso sistema è stata dalla legge affidata al Dipartimento per i servizi tecnici nazionali che sono tenuti ad operare d’intesa con il Dipartimento della protezione civile e con la Regione siciliana.
Amministrazioni responsabili e
obiettivi
I dati che scaturiscono dal monitoraggio confluiscono nel sistema informativo
unico e nella rete nazionale integrata di rilevamento e sorveglianza istituiti
presso il Dipartimento per i servizi tecnici nazionali, finalizzati
all’attività conoscitiva del territorio nazionale.
Parimenti, la Regione Siciliana fruisce del funzionamento del sistema Poseidon
per assicurare l’attuazione, sul territorio regionale, di una idonea politica
di mitigazione del rischio, di cui è istituzionalmente responsabile.
I dati derivanti dall’impiego del sistema Poseidon sono di primaria importanza ai fini dell’elaborazione degli indirizzi per la predisposizione e l’attuazione dei programmi di previsione e prevenzione, nonché per la elaborazione dei piani nazionali di emergenza e del programma nazionale di soccorso, di competenza del Dipartimento della protezione civile. Sono anche importanti per le altre componenti del Servizio nazionale della protezione civile operanti a livello centrale o locale che, secondo la legge istitutiva del Servizio stesso, sono tenute ad assicurare la tutela dell’incolumità di persone e cose ovvero a predisporre misure di mitigazione del rischio sismico e vulcanico.
Il coinvolgimento della comunità scientifica per il perseguimento delle finalità del Poseidon, con particolare riferimento all’Istituto nazionale di geofisica, al Consiglio nazionale delle ricerche – Gruppo nazionale per la vulcanologia nonché alle diverse Università che operano in Sicilia costituisce una garanzia circa la validità del sistema.
Come si evince chiaramente, i soggetti interessati al Poseidon sono molteplici e concorrono, a diverso titolo e con diverse responsabilità a realizzarne i tre obiettivi :
I Servizi tecnici nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, fanno fronte alla gestione sperimentale del sistema, per un triennio, utilizzando uno stanziamento annuale non superiore a lire 6 miliardi.
La gestione, come accennato in precedenza, comporta il coinvolgimento diretto del Dipartimento per i Servizi tecnici nazionali, del Dipartimento della protezione civile e della Regione siciliana ma, in relazione alle attività gestionali, si prevede la necessità di acquisire la collaborazione di più soggetti, non solo pubblici.
A titolo esemplificativo, si evidenzia la necessità di garantire, tra l’altro:
Il completamento del Poseidon, disposto ai sensi della citata legge 433/91, comporta:
Anche per il completamento del sistema sarà, quindi, indispensabile avvalersi della collaborazione di soggetti terzi rispetto alle tre Amministrazioni e tale apporto è parimenti necessario per le attività di integrazione delle reti che comportano l’esigenza di mediare le diverse istanze della comunità scientifica.
Problematiche amministrative e
tipologia di accordo
Il sistema Poseidon è complesso sia per il contenuto scientifico, sia per la
sua realizzazione pratica, attesa la molteplicità dei soggetti coinvolti,
titolari di diverse competenze e portatori di diverse, sebbene compatibili,
finalità istituzionali.
I dati scaturenti dal Poseidon devono essere prontamente disponibili e ciò non
può che corrispondere ad un preciso impegno delle amministrazioni.
I tre obiettivi cui si è accennato in precedenza fanno capo a molte attività che, per esigenze di funzionalità, richiedono rapidità di attuazione.
Alcune di esse presuppongono specifiche professionalità mentre altre sono di più semplice realizzazione. Le attività comportano spese che devono essere singolarmente imputate agli stanziamenti previsti dalle leggi.
Tutto ciò doveva essere chiaramente espresso in un provvedimento che, nel tutelare l’autonomia dei vari soggetti coinvolti, fosse impegnativo per le parti, ricognitivo delle diverse istanze, risolutivo delle molteplici problematiche ma soprattutto idoneo a coniugare le esigenze amministrative e quelle tecnico scientifiche.
Si è subito delineata la possibilità di ricorrere ad un accordo volto a disciplinare la collaborazione delle diverse istituzioni nella delicata materia.
L’articolo 2, comma 201 della legge 28 dicembre 1996, n. 662 recante misure di razionalizzazione della finanza pubblica” contempla, in materia di accordi, varie tipologie che si affiancano a quelle classiche introdotte dall’art. 15 della legge 241/1990 e dall’art.27 della legge 142/1990.
In particolare, esse sono:
1) la programmazione negoziata, definita come la regolamentazione concordata tra soggetti pubblici o tra il soggetto pubblico competente e la parte o le parti pubbliche o private per l’attuazione di interventi diversi, riferiti ad un’unica finalità di sviluppo, che richiedono una valutazione complessiva delle attività di competenza;
2) l’intesa istituzionale di programma, quale accordo tra amministrazione centrale, regionale o delle province autonome con cui tali soggetti si impegnano a collaborare sulla base di una ricognizione programmatica delle risorse finanziarie disponibili, dei soggetti interessati e delle procedure amministrative occorrenti, per la realizzazione di un piano pluriennale di interventi di interesse comune o funzionalmente collegati;
3) l’accordo di programma quadro, quale accordo con gli enti locali ed altri soggetti pubblici e privati promosso dagli organismi di cui al punto 2, in attuazione di un’intesa istituzionale di programma per la definizione di un programma esecutivo di interventi di interesse comune o funzionalmente collegati.
4) il patto territoriale, inteso come l’accordo promosso dagli enti locali, parti sociali, o da altri soggetti pubblici o privati con i contenuti di cui al punto 3, relativo all’attuazione di un programma di interventi caratterizzato da specifici obiettivi di promozione dello sviluppo locale;
5) il contratto di programma, definito come contratto stipulato tra l’Amministrazione statale competente, grandi imprese, consorzi di medie e piccole imprese e rappresentanze di distretti industriali per la realizzazione di interventi oggetto della programmazione negoziata;
6) il contratto di area, inteso come lo strumento operativo, concordato tra amministrazioni, anche locali, rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché eventuali altri soggetti interessati, per la realizzazione delle azioni finalizzate ad accelerare lo sviluppo e la creazione di una nuova occupazione in territori circoscritti, nell’ambito delle aree di crisi indicate dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
La tipologia di atto che soddisfa tutte le esigenze, tenuto conto della complessità e della delicatezza delle problematiche connesse al Poseidon, è l’intesa istituzionale di programma, attestante la volontà politica dei soggetti principalmente interessati al funzionamento del sistema. L’intesa viene attuata attraverso un accordo di programma quadro con il quale si evidenzia, in un contesto unitario e chiaro, il diverso coinvolgimento dei molteplici soggetti e si chiarisce, con un’accurata ricognizione delle attività, chi deve fare cosa, con quali tempi e risorse.
Caratteristiche dell’intesa e dell’accordo di programma quadro
L’intesa istituzionale di programma attesta l’intendimento politico di predeterminare il contenuto delle attività amministrative di competenza del Dipartimento della protezione civile, del Dipartimento per i servizi tecnici nazionali e della Regione siciliana (che limitano di conseguenza il proprio potere discrezionale), per realizzare l’interesse pubblico comune alle tre Amministrazioni, consistente nella mitigazione del rischio sismico e vulcanico in Sicilia e nel miglioramento della prontezza operativa per la gestione delle emergenze.
Più complesso, invece, è l’accordo di programma quadro con il quale viene data esecuzione all’intesa.
Sono, in tale atto, contemplati i diversi livelli di coinvolgimento delle Amministrazioni interessate al sistema Poseidon, mediante la definizione analitica degli impegni del Dipartimento della protezione civile, del Dipartimento per i servizi tecnici nazionali e della Regione Siciliana (articoli 5-6 e 7 dell’accordo), le cui attività sono oggetto di allegati tecnici indicanti anche i tempi di realizzazione, i costi e le leggi di riferimento. La sottoscrizione dell’atto da parte del Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche e del Presidente dell’Istituto nazionale di geofisica sottolinea il coinvolgimento primario della comunità scientifica in tale delicato settore, coinvolgimento voluto peraltro dal legislatore che ha fatto obbligo alle tre Amministrazioni firmatarie dell’intesa politica di avvalersi dei due Enti.
Ancorché importante, è di minore impatto la partecipazione al Poseidon di altre Amministrazioni, che sono comunque coinvolte nell’esperienza, e la cui ricognizione figura nell’accordo stesso (articolo 2). Ciò in quanto i frutti del sistema sono destinati ad incidere solo indirettamente ovvero parzialmente sull’attività istituzionale. Per esigenze di unitarietà, tempestività e snellezza l’apporto di ognuna di esse risulterà attraverso il verbale di un’apposita conferenza di servizi.
Il complesso sistema opera attraverso organi monocratici (il direttore funzionario delegato e il commissario straordinario) e collegiali (il comitato di gestione, il consiglio tecnico scientifico, il collegio di vigilanza, il collegio di conciliazione), dalla cui nomina decorre il triennio di operatività dell’accordo.
Al termine del triennio di sperimentazione si potrà verificare la validità del progetto, soprattutto in termini di arricchimento nella conoscenza dei fenomeni sismici e vulcanici e potranno essere messe a punto idonee misure di contenimento del rischio. I dati rilevati e opportunamente elaborati potranno essere messi a disposizione delle autorità competenti alla elaborazione dei piani di emergenza. Il triennio di gestione sperimentale del Poseidon è di fatto propedeutico alla gestione permanente. L’impegno a ricercare una soluzione in questo senso è stato assunto esplicitamente dalle amministrazioni che hanno sottoscritto l’accordo di programma quadro. Da un punto di vista meramente tecnico, il Poseidon può fin d’ora considerarsi un successo poiché coniuga, in un contesto armonico, le esigenze scientifiche e quelle amministrative, ponendosi come primo, innovativo esempio di una tipologia di accordo, riproponibile nei diversi settori di competenza della protezione civile, dove le istanze tecnico scientifiche e quelle amministrative sono destinate a convivere.
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