| ROMA - La morte
azzurra ha mietuto altre vittime. Una famiglia di tre persone alla
periferia della capitale ed una giovane coppia romana in un
alberghetto abruzzese non si sono più svegliate dopo il pranzo di
Capodanno l'una e dopo il veglione di San Silvestro l'altra A
ucciderle è stata la combustione dei gas di un impianto di
ricaldamento a GPL a Roma e di una vecchia stufetta in Abruzzo.
Francesco Suorato, 39 anni, proprietario di una pizzeria in via
Voltumo, vicino alla Stazione Termini per il pranzo di Capodanno era
stato invitato con la famiglia dai parenti che hanno una villetta
vicino alla sua in via Mogarella 56, alla Borghesiana, una delle
tante borgate romane nate negli anni Sessanta sull'onda
dell'abusivismo. Francesco Suorato nel pomeriggio era tornato a casa
con la moglie Cecilia De Giovanni 42 anni e |
con il figlio Andrea
di 9, e tutti si erano messi a guardare la televisione. Alle 17 di
ieri un cognato è andato a trovarli. Ha suonato il campanello senza
ottenere risposta, ma dall'altra parte dell'uscio arrivava il suono
della televisione. Segno che qualcuno in casa doveva pur esserci.
Immaginando il peggio, il cognato ha telefonato ai vigili del fuoco
i quali sono entrati attraverso una finestra. Sul pavimento della
cucina, accanto al televisore acceso, i corpi senza vita della donna
e del bambino; al piano di sopra, nella camera da letto del piccolo,
il corpo dl Francesco Suorato. Tutti erano perfettamente vestiti, il
che prova che sono stati colti dalla morte nella serata di martedì
se non addirittura nel tardo pomeriggio del giorno di Capodanno.
Nella casetta, riscaldata da un |
impianto autonomo a
GPL di quelli con il bombolone esterno, il bruciatore era ancora in
funzione ed i termosifoni caldi. Probabilmente si è determinata una
perdita di ossido di carbonio nel sistema di scarico collegato con
la canna fumaria. Una perizia tecnica, disposta dai magistrato
Ciampoli, tenterà di stabilire le cause della disgrazia Altrettanto
drammatica la fine dell'operaio Gianni Rinelli, 25 anni, e della
commessa Pamela Braccia, 23 anni, che erano andati, da turisti, a
salutare la fine dell'anno nell'albergo - ristorante "L'ippocastano"
di Capitignano, a una ventina di chilometri da L'Aquila. Dopo il
cenone ed il veglione organizzati nel locale, la giovane coppia era
salita in camera alle prime ore del mattino e per scaldarsi, aveva
utilizzato una malandata stufetta a gas, di quelle con dietro la
bombola di gas liquido. |
Il cattivo
funzionamento del vecchio apparecchio è stato con ogni probabilità
la causa della morte dei due giovani, i quali è possibile che si
siano accorti di quanto stava loro avvenendo senza tuttavia avere il
tempo di spalancare la finestra. I corpi senza vita sono stati
scoperti dal proprietario dell'albergo, Mauro Fulvimari che nella
serata di martedì è entrato nella stanza, dopo aver inutilmente
bussato. L'albergatore he ricevuto un avviso di garanzia nel quale
si ipotizza il reato di duplice omicidio colposo. Sembra che
"L'ippocastano", i cui locaIi sono stati ricavati nel vecchio
edificio della stazione ferroviaria del paese, sia in regola con
tutte le autorizzazioni per il periodo estivo, ma che non fosse
autorizzato ad aprire durante l'invemo proprio a causa della
mancanza di un impianto di riscaldamento centrale. All'inconveniente
il proprietario avrebbe ovviato dotando quasi tutte le camere di
stufette a gas. |