Direttiva di orientamento n. 356 del 10 agosto 1998
del
Ministero della Pubblica Istruzione
Ministero della
Pubblica Istruzione
DIREZIONE
GENERALE DELL'ISTRUZIONE ELEMENTARE
DIREZIONE
GENERALE DELL'ISTRUZIONE SECONDARIA DI I GRADO
C.M. N. 356 DEL 10/8/98
PROT. N. 787 DEL 10/8/98
Ai PROVVEDITORI AGLI STUDI
LORO SEDI
Ai SOVRINTENDENTI SCOLASTICI
REGIONALI
LORO SEDI
Al SOVRINTENDENTE SCOLASTICO
PER LA PROVINCIA DI
BOLZANO
Al SOVRINTENDENTE SCOLASTICO
PER LA PROVINCIA DI
TRENTO
All'INTENDENTE SCOLASTICO PER
LA SCUOLA IN LINGUA TEDESCA
BOLZANO
All'INTENDENTE SCOLASTICO PER
LA SCUOLA DELLE LOCALITÀ
LADINE
BOLZANO
e, p.c. Al SOVRINTENDENTE AGLI STUDI
DELLA REGIONE AUTONOMA
DELLA VALLE D'AOSTA
AOSTA
All'ASSESSORE AI BENI CULTURALI
ED AMBIENTALI E ALLA P.I.
DELLA REGIONE SICILIANA
PALERMO
Al PRESIDENTE DELLA GIUNTA
PROVINCIALE DI
BOLZANO
Al PRESIDENTE DELLA GIUNTA
PROVINCIALE DI
TRENTO
All'ASSESSORE ALLA P.I. DELLA
REGIONE AUTONOMA DELLA
VALLE D'AOSTA
AOSTA
OGGETTO: Inserimento della
protezione civile nelle attività di insegnamento della scuola dell'obbligo -
Direttiva di orientamento per l'anno scolastico 1998/1999.
Come è noto alle SS.LL. il
Ministero dell'Interno, il Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero
della Pubblica Istruzione, con apposito Protocollo d'intesa, sottoscritto
congiuntamente e diramato con C.M. n. 69 del 23.02.1998, hanno manifestato
l'impegno di favorire la diffusione nei diversi ordini e gradi di scuole della
conoscenza delle tematiche di protezione civile individuando metodologie e
strumenti operativi per l'inserimento di tali tematiche nelle attività
didattiche, nell'ambito dell'autonomia delle scuole stesse.
Tale Protocollo segue la conclusione del progetto sperimentale denominato
"Scuola Sicura", che ha coinvolto in un quinquennio oltre
seicentomila alunni di scuola elementare e medie dell'intero territorio
nazionale.
Il successo riscosso dal progetto "Scuola Sicura" e le testimonianze
di apprezzamento pervenute dal mondo della scuola hanno determinato l'esigenza
di uscire dalla fase di sperimentazione e di iniziare un percorso stabile e
continuativo. L'obiettivo è quello di realizzare una omogenea e graduale
estensione dell'insegnamento della protezione civile nelle scuole predisponendo
un itinerario didattico sulla base del quale ciascuna scuola possa elaborare il
proprio programma di educazione alla sicurezza.
La dolorosa puntualità con la quale il nostro Paese è purtroppo interessato da
eventi calamitosi chiama in causa, anche la mancanza di un'attitudine alla
prevenzione. Si tratta non solo di conoscere i rischi e di predisporre gli
strumenti e gli automatismi da mettere in atto in caso di emergenza, ma anche
di assumere atteggiamenti corretti sui temi inerenti alla formazione della
coscienza civile, alla collaborazione e alla solidarietà.
E', peraltro, significativo rilevare che il concetto di educazione alla
solidarietà e alla prevenzione è già contenuto nella Premessa Generale ai
Programmi della scuola elementare, laddove si afferma che "la scuola
primaria pone le basi cognitive e socio-emotive necessarie per la
partecipazione sempre più consapevole alla vita sociale, basi che si articolano
anche nella progressiva responsabilizzazione, nel rispetto delle regole di
convivenza, nella capacità di pensare il futuro per prevedere, prevenire,
progettare, cambiare e verificare".
Altrettanto significativa è, del resto, l'affermazione del rapporto stretto tra
uomo e ambiente, tra sviluppo tecnologico ed educazione alla sicurezza,
presente nelle indicazioni generali dei Programmi d'insegnamento della scuola
media.
Appare, dunque, percorribile l'ipotesi di una lettura dei programmi vigenti in
modo da collegare, in maniera trasversale, le singole materie di insegnamento
ai numerosi riferimenti ai tempi della sicurezza, già presenti nei testi
programmatici.
Occorre, in sostanza, che l'avvicinamento alle tematiche della sicurezza si
realizzi attraverso una visione prospettica dei programmi che si soffermi in
particolare sugli insegnamenti storico-letterari, per quel che riguarda la ricerca
di fonti documentarie e la ricognizione storica di eventi calamitosi del
passato; sulla geografia, per quel che attiene allo studio del territorio e
alla individuazione delle aree a rischio ambientale e tecnologico;
sull'educazione motoria dell'ordine elementare e sull'insegnamento della
educazione fisica nella scuola media, con l'apprendimento di idonei
comportamenti da tessere in situazione di emergenza; sulle scienze e
sull'educazione tecnica, con lo studio della dinamica dei fenomeni fisici e chimici
naturali e l'incidenza dell'azione dell'uomo sul loro verificarsi; infine,
sull'educazione all'immagine e sull'educazione artistica e tecnica, per quanto
attiene alla conoscenza della segnaletica di sicurezza e alla definizione di
sistemi di sicurezza, con la realizzazione di semplici piante di esodo e piani
di evacuazione.
Sarà, ovviamente, cura dei collegi dei docenti e delle singole istituzioni
scolastiche, in sede di programmazione didattico-educativa, individuare
concretamente appropriati percorsi didattici per l'approfondimento delle
tematiche in esame, arricchendo la propria offerta educativa e formativa e
valorizzando la capacità d'interazione della scuola con il territorio, anche
attraverso la collaborazione con Enti ed organismi operanti all'interno del
Servizio Nazionale della Protezione Civile.
L'auspicio è che la cultura della prevenzione, della sicurezza e della
solidarietà, anche alla luce delle norme sull'autonomia già introdotte ed in
corso di emanazione, trovi spazi adeguati nell'azione di coordinamento e nella
sensibilità dei Capi d'Istituto, nella progettualità degli organi collegiali,
in una rinnovata professionalità degli insegnanti.
E' intendimento delle Amministrazioni interessate promuovere anche accordi con
l'Associazione Italiana Editori per l'inserimento, a partire dall'anno
scolastico 1999/2000, di nozioni di protezione civile nei libri di testo, con
livelli di approfondimento ovviamente diversificati nei vari ordini di scuola.
Appare, inoltre, di fondamentale importanza l'inclusione delle tematiche in
questione nel Piano Nazionale di Aggiornamento per consentire la formazione in
servizio e l'aggiornamento del personale docente.
Tale opera di formazione, che potrà avvalersi anche dell'intervento di esperti
del Servizio Nazionale della Protezione Civile, deve mirare a sviluppare
l'aspetto della professionalità dell'insegnante quale mediatore culturale,
capace cioè di trasmettere agli alunni e, tramite essi alle famiglie, una
sensibilità nuova e diversa, una cultura - appunto quella della Protezione
Civile -, che non sia generica partecipazione, ma che si sostanzi nella
acquisizione di nozioni indispensabili per la sicurezza personale e collettiva
e nell'assunzione di comportamenti corretti e ispirati alla solidarietà.
Le indicazioni contenute nella presente Direttiva saranno oggetto di ulteriore
approfondimento nel corso di seminari di studio a livello interregionale, che
si terranno nei prossimi mesi e prevederanno la partecipazione, oltre che delle
SS.LL. e del corpo ispettivo, anche dei Rappresentanti di Enti Locali,
Prefetture e Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, con l'obiettivo di
predisporre strategie congiunte a rafforzare l'impegno dei diversi soggetti
interessati.
Si pregano le SS.LL. di voler curare la più ampia diffusione della presente
Direttiva presso le Istituzioni Scolastiche di competenza e si ringrazia per la
collaborazione che le SS.LL. medesime vorranno fornire al riguardo.
IL
MINISTRO
(Berlinguer